Ian Hunter > Man Overboard

Beautiful Loser: Ian Hunter è il vero e definitivo perdente del rock & roll. Manca il grande successo da quarant'anni, nonostante sia stato parte prima di quella band britannica di culto dal nome di Mott The Hoople (che ebbe un successo di classifica con il solo All The Young Dudes scritto appositamente da David Bowie) e nonostante poi con la produzione solista sia riuscito nella quadratura del cerchio di fondere il songwriting di Bob Dylan con il rock & roll dei Rolling Stones e con il brit glam dei seventies.
Gli album a cavallo del 1980 sono dei capolavori giocati sul robusto rock inglese (You're Never Alone…), sul rock & roll da stadio (Welcome To The Club), sul punk alla Clash (Short Back'n'sides), sul rock alla E Street Band (All The Good Ones Are Taken).
Poi, negli ultimi vent'anni Hunter ha tenuto un basso profilo con un pugno di lavori meno sofisticati a cui non sono mai mancate splendide ballate, magari un paio per album, come Livin' In A Heart, Red Letter Day, Wash Us Away...
L'ultimo Shrunken Heads del 2007 non mi aveva entusiasmato, un po' lagnoso com'era, ed anche Strings Attached mancava un poco della grinta del rock dell'uomo.
Man Overboard di quest'anno fa capire fin dalla copertina che Ian ha raccolto le forze per la zampata del vecchio leone. Ma non poteva comunque lasciar sospettare un tale gioiello. Intendiamoci, la produzione è sempre di quelle minori, e gli arrangiamenti non sono sofisticati come negli anni dei dischi per la Chrysalis o la Columbia. Ma proprio per questo le canzoni saltano fuori ancora più nude e pure.
Se Great Escape parte con le note giuste, Arms And Legs è già un'affascinante ballata evocativa, giocata su quella voce roca che fa di Hunter un fuoriclasse. Up And Running è rock & roll che scorre, Man Overboard una ballata robusta che si apre con un'armonica dilaniana. Siamo a metà del disco ed il meglio deve ancora arrivare: Girl From The Office è un pezzo folkie che richiama persino Graham Parker; Flowers è una ballata splendida, di quelle che ti fanno cantare a squarciagola il coro accompagnando il cantante; These Feelings è un dolce lento come si scrivevano negli anni settanta; Win It All un piccolo pezzo poetico per voce e pianoforte. Way With Words è il puro miglior Hunter al 100% e ci accompagna ai brividi di River Of Tears, una canzone in cui ci sono gli echi di tutte le ballate del rock che amiamo, da Bob Seger a Graham Parker a Bruce Springsteen.

Ian Hunter ha siglato un capolavoro fuori tempo massimo, inaspettato persino per i fan più accesi. Sono sicuro che anche questo disco non gli procurerà fama né ricchezza, ma di certo gli rinnoverà tutto il nostro incondizionato amore. Grazie Ian Hunter, per noi sei una SuperStar !

★★★★ (ottimo)
Genere: Rock britannico
New West, 2009
in breve: un robusto disco inglese di ruvide ballate sincere

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