The Black Crowes > Warpaint Live


C'erano una volta i doppi dal vivo. Due ellepì di rovente musica delle chitarre, come Allman Brothers Band At Fillmore East o Bob Seger Live Bullett... Per chi come me amava il sapore di quella musica, il 2009 è un buon anno. È stato infatti l'anno di Gov't Mule Halloween 2008, di Clapton & Winwood al Madison Square Garden, soprattutto è l'anno di Warpaint Live dei Black Crowes.
Per chi non conoscesse la band dei fratelli Robinson, i ragazzi sono americani del sud, Atlanta (Georgia) e si rifanno al suono straordinario dei Rolling Stones del 1970. Non che si tratti di una cover band o di un gruppo di imitatori -- anche perché come si potrebbe imitare la sezione ritmica: basso batteria e chitarra -- di quegli Stones? I Black Crowes si ispirano piuttosto al suono afoso, ciondolante, bluesy, sensuale di quel capolavoro che fu Exile On Main Street, che non a caso fu il più americano e sudista degli album degli Stones. Un suono che personalmente ho nel DNA perché è quello che si ballava nei locali inglesi prima che arrivasse la disco music, e potrei ancora citarvi i nomi di tutte le ragazze con cui ho ballato quelle canzoni.
Nel 2008 i Black Crowes si sono presentati con uno stupendo album, Warpaint, che potrebbe essere il migliore della band. Tanto buono che oggi viene citato in Warpaint Live, un "doppio dal vivo" che comprende l'intero Warpaint suonato nell'ordine originale delle canzoni, e un extra di altre sei canzoni bollenti, fra cover ed originali.
Il suono di Warpaint Live è lo stesso del disco originale, confermando non solo la bontà di quell'originale ma anche che era evidentemente suonato dal vivo in studio -- il sudore non si imita in laboratorio. Non c'è una delle undici canzoni del disco che non mi piaccia o che ricopra il ruolo di filler (riempitivo) e nonostante si apra alla grande con un Goodbye Daughters Of The Revolution che odora di classico, riesce a procedere in crescendo, attraverso ballate d'altri tempi come Oh Josephine, ciondolanti lenti come Locus Street, boogie come Moving On Down The Line, rock & roll come Wounded Bird, blues come God's Got It.
I bis sono rappresentati da Poor Elijah, un godspel tratto da quel disco di mito che fu On Tour With Eric Clapton (ancora 1970!), Torn And Frayed (Exile On Main Street, che altro?), Don't Know Why è ancora Clapton, Hey Grandma è una cover dei Moby Grape.

Bello, legale e soprattutto dal vivo. Per me è già un classico.

★ ★ ★ ★ ★ (perfetto)
Genere: rock & roll alla Stones
2009
in breve: un grande "doppio dal vivo" di rock delle chitarre

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