Chris Isaak > Live In Australia


Mentre è in uscita il nuovo disco (il primo in studio da sette anni), Mr. Lucky, di cui si parla un gran bene, arriva d'importazione anche un Live (finalmente) In Australia registrato a Melbourne nel 2006 e stampato laggiù in occasione delle date del tour del 2009.
Di Chris Isaak ho già detto un gran bene: certamente è stato uno dei mie miti personali, con la sua personalità da rocker romantico e maledetto - all'esordio un mix di Roy Orbison e Jim Morrison, più tardi un cantante di American Music, infine un entertainer nel Chris Isaak Show televisivo.
La copertina di Live In Australia riporta alla mente i dischi di rock & roll dei primi anni sessanta, qualche cosa tipo Johnny Rivers At the Whiskey 'a GoGo (1964). Sicuramente Chris gigioneggia con l'immagine da rocker e, sia pure con un bel rock incisivo, con chitarra elettrica e organo in bell'evidenza, tende a scivolare più verso la figura da intrattenitore che quella più mitica dei primi dischi. La scaletta comprende molti dei suoi classici (comprese le immancabili Only The Lonely di Roy Orbison e le Wicked Game e Baby Did A Bad Bad Thing tinte per sempre dalle immagini di David Lynch e Stanley Kubrick); ciò nonostante ci sono diversi pezzi minori, forse per non sovrapporsi al Greatest Hits o più probabilmente semplicemente perché quella era la scaletta dei concerti del 2006.
La mancanza di un vero live su una carriera che spazia per l'arco di quasi 25 anni mi aveva fatto temere che lo show di Isaak non fosse all'altezza dei suoi capolavori di studio. Live In Australia ci rassicura sul fatto che non è così e che Chris Isaak dal vivo mantiene tutta la propria potenza di fuoco. Cosa che però ci rende ancora più difficile da digerire che l'artista preferisca rinunciare nel proprio show alla robusta immagine romantica e maledetta dei suoi modelli, Orbison in primis: i momenti in cui dialoga con il pubblico, per esempio, sono deleteri per la tensione del concerto, portandoci inevitabilmente ad un'immagine più televisiva, da Chris Isaak Show appunto, e lo stesso avviene per scelte più leggere come una I'll Go Crazy dove porta più alla mente la versione di Bruce Willis che quella di James Brown.
Peccato, perché Wicked Game, Blue Hotel, Speak Of The Devil sono da brivido. Chris: perché non ti riascolti uno show dei Doors?

☆☆☆ ½   (divertente)
Genere: Rock & Roll
Universal, 2008
in breve: un tuffo negli Happy Days

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