Gov't Mule > Holy Haunted House


Cominciavo a credere che questo disco non esistesse... il disco del concerto di Halloween 2007 dei Mule dove la band esegue per intero l’album Houses Of The Holy dei Led Zeppelin, nella tradizione inaugurata a suo tempo dai Phish.
Ma un passo alla volta: chi sono i Gov’t Mule, band di culto di questi anni duemila? La band di Warren Haynes, a suo volta chitarrista e cantante di culto, l’uomo che ha avuto il coraggio di sostituire (si fa per dire) Duane Allman negli Allman Brothers Band se non addirittura Jerry Garcia nei Dead... 
La band di “non solo rock blues” che ha in repertorio brani di Neil Young, Traffic, Little Feat ma anche Frank Zappa e John Coltrane. La band che alla morte del proprio bassista Allen Woody lo ha celebrato con due (tre) CD con tutti i bassisti rock che riuscite ad immaginare, compresi quelli di Who, Deep Purple, Creedence, Yes, Phish, Dead, Jefferson Airplane ed una ventina di altri. La band che ha registrato Soulshine e The Deep End.
Come tutte le band “groove”, i Gov’t Mule vantano diversi album live nella propria discografia, fra cui i godibilissimi With A Little Help From Our Friends e The Deepest End. Forse questa rara gemma, Holy Haunted House, è se non il migliore probabilmente il più divertente della serie. 
Si apre con una tirata cover reggae di Play With Fire degli Stones (da Mighty High) che si fonde senza soluzione di continuo nei potenti nove minuti reggae di Time To Confess. Un inizio degno degli show dello Springsteen degli anni ottanta. Segue Million Miles From Yesterday, una ballata a metà fra Bob Seger e Blind Faith (sarà il potere evocativo del coro che ripete “trying to find my way home”) e una definitiva Rocking Horse, che contiene il più rovente, interminabile, torrenziale assolo di chitarra che io abbia ascoltato negli ultimi vent’anni, uno di quelli che distinguono indelebilmente il popolo dei fighetti da quello dei rockettari: se appartenete al secondo non potete evitare di contorcervi agitando le dite sul manico di qualsiasi oggetto vi troviate a portata di mano, non importa chi vi stia guardando in quel momento. E come se non bastasse alla Gibson di Warren Haynes fa seguito un assolo di Hammond C3 di Danny Louis.
Al quarto pezzo il concerto è belle che decollato, e non posso pensare a niente di meno che Rock n Roll Animal di Lou Reed o Live Bullett di Bob Seger e la sua Silver Bullett Band. 
La band prende fiato con i dieci minuti jazzy di Birth Of The Mule, il rock dark di Larger Than Life e la ballata di Fallen Down prima di infilarsi nella cover di niente meno che The Other One Jam dei Grateful Dead, tanto per sottolineare le radici della band. 
Blind Man In The Dark è una jam di diciassette minuti a chiudere il primo set. 
Il secondo si apre con l’attacco di chitarra (un po’ alla Pete Townshend, pensandoci) di The Song Remains The Same, il primo pezzo di Houses Of The Holy (anno di grazia 1973), quinto LP dei Led Zeppelin, la più amata band britannica di hard rock di tutti i tempi. Se potevamo puntare con sicurezza sulla capacità di Warren di sostenere il ruolo di Jimmy Page (sia pure con l’aiuto di un secondo chitarrista: Audley Freed dei Black Crowe), quella che sorprende è l’estensione vocale con cui riesce a non far rimpiangere la voce incredibile di Robert Plant. 
Quella di suonare un intero album di rock dalla prima all’ultima canzone è una tradizione dei concerti di Halloween inventata (che io sappia) dai Phish, che hanno registrato il White Album dei Beatles, così come Quadrophenia degli Who, Loaded dei Velvet Underground, Remain In Light dei Talking Heads (quest’ultimo non riuscito troppo bene, per la verità). 
I Mule hanno scelto i Led Zeppelin, in un album dal titolo abbastanza evocativo per celebrare Halloween, e ad ascoltarlo possiamo essere d’accordo che è stato una ottima scelta; il grezzo rock blues “sudista” della band toglie quella patina di plastica dell’originale degli Zep per reinventarlo come puro rock & roll. Dopo The Rain Song, D’yer Mak’er, No Quarter, The Ocean e tutte le altre canzoni (incluso un assolo di batteria di dieci minuti che confesso di non aver ascoltato), i Mule trovano ancora l’energia per sparare dieci ultimi minuti di rock blues con il bis di 32/20 Blues. 
Uno dei migliori doppi dal vivo della mia discoteca: una volta i dischi li suonavano così...

PS: per il concerto di Halloween del 2008 è stata la volta dei Pink Floyd. Spero davvero che potremo ascoltare anche quello show.

☆☆☆☆☆   (grandissimo)
Genere: rock
Mule, 2007
in breve: definitivamente rock e dal vivo

da ascoltare con:
Lou Reed > RnR Animal
Bob Seger > Live Bullett
MC5 > Kick out The Jams

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