Lou Reed > Berlin (il film)


C'è una generazione che ha mantenuto economicamente tutto il music business. Prendete me: ho comprato Berlin in LP. Poi l'ho comprato una seconda volta in CD. Poi ho ricomprato il CD con la copertina in cartone, sperando che la masterizzazione fosse migliore della precedente. Ho comperato Berlin dal vivo in concerto al St. Ann Warehouse. Ora ho comperato la versione cinematografica di quel concerto: fanno in tutto cinque volte Berlin. Lou Reed dovrebbe spedirmi personalmente gli auguri di Natale...
Aggiungo però che raramente ho speso i mie soldi tanto bene come in questa occasione. Confesso che prima di visionare il film ero addirittura un po' preoccupato: Berlin il disco (1973) è una straordinaria opera in rock, che racconta in modo quasi cinematografico l'amore malato e maledetto di due junkies (Jim e Caroline) nelle città di Berlino. Nel 2006 Lou Reed ha messo assieme questo suntuoso live show in cui non solo esegue quel disco dal vivo, ma anche proietta immagini cinematografiche delle canzoni. Dunque, mi preoccupava un po' trovarmi a confrontarle con le immagini che mi ero creato nella mia immaginazione per tutti questi anni. È un po' come vedere il film tratto da un libro: Jim e Caroline mi avrebbero deluso?

Fin dalle prime scene è evidente che le riprese ed i montaggi sono splendidi, e la band è bella anche a vedersi. Finalmente faccio la conoscenza di quel grandissimo chitarrista che è Steve Hunter, che ho tanto amato in Rock'n'Roll Animal (1974), il capolavoro live di Lou Reed. Poi c'è il resto della band, e una intera sezione di fiati e di archi, ed un coro di bambini di Brooklyn oltre al coro di quell'ambiguo extraterrestre che è Antony e di Sharon Jones. 
Da subito mi rendo conto che è giusto il colore, è giusto il suono e soprattutto è giusta anche Caroline, perfettamente catturata da Emmanuelle Seigner (nonostante sia bionda, ed io Caroline me la sia sempre immaginata mora).


Anche Lou Reed ha più un aspetto da cattivo soggetto oggi che si presenta sul palco con un paio di occhiali da professorino ed è naturalmente molto invecchiato (ha le stesse rughe di Mick Jagger), di quando era biondo ossigenato, giovane ed avvolto da abiti di pelle.

L'esecuzione di Berlin è ancora più godibile a vedersi che ad ascoltarsi semplicemente, perché osservare all'opera Steve & soci fa cogliere un sacco di sfumature che potevano essere perdute, specialmente se si è impegnati a paragonare la band di oggi a quella del 1973 (il cui bassista, per inciso, era Tony Levine). 
Ed è evidente che l'esecuzione di oggi è più calda e più rock, specie in passaggi come How Do You Think It Feels e Oh Jim, assolutamente potentissime. La band è puro rock elettrico come ai tempi del citato R&R Animal, l'esecuzione semplicemente perfetta, e persino il cantato di Lou Reed, più recitato che nel passato probabilmente per motivi di potenza vocale, diventa piacevolissimo potendo godere delle significative smorfie con cui accompagna le parole che canta. Questo Berlin, perfettamente diretto dal regista Julian Schnabel, è insomma più importante e godibile che mai. 
Dopo la conclusione dell'opera originale persino l'epilogo di Candy Says diventa più fruibile, osservando il duetto fra Antony e Reed, ed è tollerabile anche Rock Minuet. Sweet Jane, in una versione eccessivamente rilassata ma con la chitarra solista di Hunter, si capisce ora bene essere il bis del concerto.

Fatevi un regalo: guardate questo Film, è una perfetta opera in Rock. Non me ne sovviene una migliore.

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