The Gaslight Anthem > The '59 Sound


È da tempo che un disco non mi eccitava così fin dal primo ascolto. Già dalla copertina, addirittura, con quell’aria tutta new wave che potrebbe essere un disco dei Damned del 1977. E il suono: sembra Joe Strummer che suona Bruce Springsteen e Tom Petty, con un suono notturno alla Del Fuegos. Non c’è nulla di strano in tutto ciò: i quattro Gaslight Anthem (basso, batteria, chitarra e chitarra) arrivano dal New Jersey, hanno ascoltato e mitizzato un sacco di musica degli anni settanta e non ne fanno mistero nei loro testi:

“We tattooed lines beneath our skin.
No surrender, my Bobby Jean”.

“Not tonight, not tonight
Honey I, am on fire”

“Is a night I’d like to spend with you
Just twisting the night away”

“I haven't seen Sandy and Johnny, or Mary
I heard they got married
But not me, pretty baby
I still love Tom Petty songs”

“Broken bones Matilda left a note and a rose.
Saying "Baby honey child, I love you so long but you deserve much better than me"

Non ci sono filler fra le dodici canzoni dell’album. Anzi, a parte l’iniziale Great Expectations, il pezzo più pop, e The ’59 Sound, la canzone che da il titolo all’album (“ I wonder which song they're gonna play when we go”), il disco va addirittura in crescendo come se i quattro stessero suonando un concerto, chiudendo con la loro born to run, Meet Me By The River’s Edge, e la soffice Here's Looking at You, Kid:

“You can tell Gayle, if she calls, 
that I'm famous now for all of these rock and roll songs.
And even if that's a lie, she should've given me a try.
When were kids on the field of the first day of school.
I would've been her fool.
And I would've sang out her name in those old high school halls.
You tell that to Gayle, if she calls”

The ’59 Sound è un disco consumato nottetempo on the road: cosa vi portano alla mente canzoni che si aprono con il rombo del motore e che raccontano di auto e di gente che ci sta dentro, come Old White Lincoln e The Backseat? O i versi di Miles Davis & The Cool, dove Brian Fallon chiede alla sua lei di calarsi dalla finestra:

“Now honey, put on your red dress.
And you diamond soul shoes.
Climb on down from that window.
Climb on out of your room.
Cause I've never had a good thing and I've always had the blues.
I always heard that you always kind of wandered, Miles, strike up the Cool”

High Lonesome è una dichiarazione di guerra tesa come una raffica di mitraglia:

“and Maria came from Nashville with a suitcase in her hand
I always kinda sorta wished I looked like Elvis
And in my head there's all these classic cars
And outlaw cowboy bands
I always kinda sorta wish I'm someone else”

In tutto l’album la batteria ed il basso non smettono mai di battere il ritmo, come su un disco dei Ramones, e capisci che per i ragazzi il rock & roll è una questione di vita o di morte e che nelle loro canzoni batte davvero un cuore. Alla fine della corsa, i ragazzi restano ancora un po' sul sedile posteriore:

"In the backseats of burned out cars.
In the disenchantment lane.
The ideal angels twist and turn, ask forgiveness for future mistakes"

Brian Fallon, il cantante, è nato a cinque isolati di distanza dalla E Street. Racconta che fino a questo disco ha cercato di assomigliare il meno possibile a Springsteen; poi ha capito che era fatica sprecata, perché è li che abita la sua anima. The ’59 Sound è il secondo disco della band, preceduto da un album d’esordio del 2007, Sink Or Swim, che mi dicono più punk e con un pezzo dedicato esplicitamente a Joe Strummer, e da un EP, Señor And The Queen, dove nei testi rendono omaggio a Elvis, Sam Cooke e Meat Loaf.
Teneteli d’occhio, perché i Gaslight Anthem sono nati per correre.

Hey hey my my, rock & roll will never die...


★ ★ ★ ★   (ottimo)
Genere: ROCK
SideOneDummy, 2008
in breve: Joe Strummer che canta Born To Run

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