Bruce Springsteen > Dream (il primo ascolto)

Siccome l'ultimo Springsteen l'hanno già recensito tutti, mi prendo il tempo di ascoltarlo tranquillamente e senza patemi. Non è comunque un disco minore, è uno Springsteen importante, che riprende la storia interrotta dei suoi dischi classici. Insomma: mi piace.    



Nel giro di qualche ascolto attento credo di averlo messo a fuoco. Non è un disco anni sessanta, come si raccontava. È un disco lirico. Come lo è stato trentacinque anni fa Born To Run. Quello era il canto dell'uomo all'alba che esplodeva verso la propria vita.
Questo è il canto, bucolico, dello stesso uomo che oggi si sente più vicino al tramonto, che si siede nel portico della sua bella casa colonica a Woodstock, guarda le stagioni passare, ricorda gli amici che non ci sono più e canta la malinconica gioia del tramonto. Non è un caso che sotto i titoli di coda del disco scorra la musica di The Wrestler. Non è un caso che la band sia sommersa da cinematografici arrangiamenti orchestrali. È un bel disco, intimo ma allo stesso tempo aperto alle orecchie di chi lo circonda.

Il resto sulla recensione, ma non tanto presto...

Post più popolari