alcuni hanno una canzone


Una delle frasi che più spesso mi capitare di citare (anche a me stesso) è di Robbie Robertson, il talentuoso chitarrista della Band, il gruppo americano per eccellenza:

“Alcune persone hanno una canzone, altre ne hanno cinque, altri un centinaio”...

Robbie l’ha pronunciata riferendosi al compagno Richard Manuel, pianista e cantante della Band, che aveva scritto una quantità di canzoni per il primo album, per poi scendere praticamente a zero prima del terzo disco.
Ma la frase di Robertson ha un valore ben più universale. Non solo ci da una buona spiegazione del perché musicisti creino dei capolavori che poi non sono in grado di replicare: che è successo a Willie Nile dopo il primo album, o ai Clash dopo Combat Rock (quando sono passati dalle due dozzine di canzoni all’anno al non essere più capaci di metterne assieme una decente).
Non solo, dicevo, ma anche ci spiega perché i più grandi talenti della nostra cultura non hanno potuto scrivere le stesse canzoni dopo gli anni d’oro. Semplicemente, le avevano “già scritte”.
E non vale solo per il mondo della musica, o della musica rock. Come può il regista di cult movies come Alien e Blade Runner scivolare a fare banalità hollywoodiane che non lasciano trasparire alcun talento? 

Qualche eccezione c’è , da parte di chi è morto: Jimy Hendrix, Stanley Kubrick. Ma mi pare un prezzo un po’ caro da pagare.

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