three-minutes records #2


Nei primi anni sessanta i singoli, o per meglio dire i 45 giri, erano il modo principale di pubblicare le canzoni. I Long Playing, o 33 giri, rimasero a lungo una semplice raccolta di 45 giri, almeno fino ai primi storici album concept, vale a dire Revolver dei Beatles, Pet Sounds dei Beach Boys, Sells Out degli Who. Ai tempi le case discografiche arrivavano a modificare la scaletta dei brani sugli album americani rispetto agli inglesi, di solito togliendo un paio di brani per poi creare un album nuovo con gli extra e gli inediti.
Lo spartiacque fra musica delle canzoni e musica degli album è rappresentato ancora una volta dalla Summer Of Love, la straordinaria stagione del 1967. Però anche allora i 45 giri non persero affatto la loro importanza, perché non erano costituiti dalla canzone più orecchiabile dell’album, ma spesso e volentieri contenevano una canzone che sull’album non c’era. 45 giri e 33 giri furono ancora per qualche anno complementari e non alternativi, ed ancora era indispensabile acquistare entrambi. Per esempio Jumpin’ Jack Flash (1968) e Honky Tonk Women (1969) dei Rolling Stones non li trovate né su Beggar’s Banquet né su Let It Bleed; Penny Lane, Strawberry Fields Forever e All You Need Is Love dei Beatles non li trovate su Sgt. Pepper (1967); Arnold Layne e See Emily Play dei Pink Floyd non li trovate su The Piper At The Gates Of Dawn; Hey Joe, Purple Haze, The Wind Cries Mary di Jimi Hendrix non li trovate su Are You Experienced (1967). 
Il problema dei singoli fuori dall’album si pone ai giorni nostri ai tempi delle ristampe: lasciandoli fuori si perde indubbiamente qualche cosa, inserendoli si rischia di modificare la forma originaria del disco. Per esempio, la ristampa di di Are You Experienced guadagna senz’altro moltissimo dall’inserimento dei singoli, che si rivelano i pezzi migliori dell’album. Chi se la sentirebbe invece di ristampare Sgt. Pepper inserendo gli altri brani dei Beatles del 1967? Solo Paul in persona potrebbe osare tanto. D’altra parte The Piper Of The Gates Of Dawn senza Arnold Layne secondo me è una rappresentazione più debole dei Pink Floyd di Syd Barrett, ma come riuscirebbe poi la EMI a vendere l’antologia Relics?
Nei primi anni settanta il 45 giri diventa un assaggio dell’album, e di solito - ma non sempre - il solo brano inedito resta il lato B. Il 45 giri conosce una nuova primavera dal 1976 con la new wave, ed è abbastanza normale visto che altro non si tratta che di neo-classicismo, cioè di un ritorno ai classici ed alle canzoni di tre minuti. Sono 45 giri i brani dei Sex Pistols e sono EP quelli con cui Nick Lowe ed Elvis Costello giocano a fare la Stax e la Motown. Di nuovo, ma solo per vezzo, le scalette dei dischi americani sono leggermente diverse da quelli inglesi, se non addirittura le copertine.
All’apice del proprio successo i Clash decidono che vogliono pubblicare soltanto 45 giri ed EP: saranno gli anni di Black Market Clash, The Magnificent Seven, This Is Radio Clash. Poi la Columbia CBS decide di ostacolare questo modo di svendere hit, e tutto il mare magnum preparato per i singoli esce in una volta sola sotto forma di una unica grande stampa, Sandinista!, sulla bellezza di tre LP in studio.

Dati per finiti, e neppure stampati più negli USA, i single riconoscono oggi inaspettatamente una nuova primavera virtuale nell’era di internet, quando in siti come iTunes le canzoni possono essere comprare “singolarmente” a 99 centesimi l’una. Il rischio è che gli album si trasformino nuovamente in contenitori di canzoni, perdendo quel senso di lavoro compiuto di tanti capolavori che abbiamo amato.

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