Paul McCartney + Youth > The Fireman Electric Arguments

Beatles o Rolling Stones? La vexata quaestio. Beatles o Rolling Stones? Me lo aveste chiesto negli anni settanta, non avrei avuto dubbi nell'indicare i cinque di Honky Tonk Women. Ma oggi, "Beatles o Rolling Stones?", lo ammetto, rispondo Beatles.  
Mi è sempre piaciuto raccontare di essere stato battezzato dai Beatles. Non solo sono cresciuto con nelle orecchie canzoni come Ob-la-di Ob-la-da ed Hey Jude, ma ho fatto in tempo ad imparare a ballare i lenti con l’ultimo 45 giri dei Fab Four, Let It Be. Ricordo anche il nome della mia partner, ma è ininfluente ai termini della recensione. Gli Stones ci apparivano ribelli e cattivi, più vicini al nostro modello, e le loro canzoni all’inizio degli anni settanta erano formidabili. Ma i Beatles avrebbero inventato, in team con zio Bob, la nostra musica.
Dei quattro, devo ammetterlo, Paul non è mai stato il mio eroe. Il mio Beatle è George, autore di basso profilo ma con canzoni che vengono fuori alla distanza, un po’ hippie, un po’ psichedelico, e con un ottimo gusto per gli amici, da Bob Dylan ad Eric Clapton. Persino di Ringo ho acquistato più dischi che del Macca, complice il bel "Ringo" del 1973 e le tournée con le varie incarnazioni della All Starr Band. Paul McCartney negli anni settanta era compromesso con il muzak dei Wings, anche se a pensarci oggi è stato l’unico che ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco con una band vera, o quasi. Il suo unico disco a piacermi senza condizioni è stato Band On The Run del 1973, almeno fino ad oggi.
Questo Fireman rimette però molte cose in discussione, e non è poco quarant’anni dopo la fine dei Beatles. Perché il Macca di Fireman è lo stesso che ha cucito assieme la seconda facciata di Abbey Road, lo sperimentatore del gruppo, quello che smontava le testine dei registratori per rimontarne al contrario. 
In qualche modo “The Fireman: Electric Arguments” tira la riga e presenta il conto al rock su cosa McCartney ed i suoi amici hanno rappresentato per la nostra musica. Perché le sue tredici canzoni rievocano le vibrazioni di tante band di questi anni, che ai Beatles sono debitori dellecanzoni che hanno scritto. 
Non mi credete? Seguitemi.

Nothing Too Much Just Out Of Sight apre il disco con una dichiarazione di intenti, o una dichiarazione di guerra. Una Helter Skelter dei giorni nostri, potrebbe uscire da un disco di Adrian Belew, come dai King Crimson di BEAT. 

Two Magpies (due gazze) è una dolce ballata acustica completamente Beatlesiana.

Sing The Changes una gran bella canzone beat, il potenziale singolo dell’album, con quel genere di coro che ha ispirato tutte le band dei sixties.

Travelling Light è puro Prog, viaggiamo sull’emozione di Jethro Tull o Family come i Pink Floyd cosmici o il Phil Manzanera di 6pm. Tutti nomi che senza i quattro non ci sarebbero stati. Il mio brano preferito del disco.

Highway un vero rock & roll seventies.

Light From Your Lighthouse sono proprio i Beatles, potrebbe essere una outtake lasciata indietro dal Sgt. Pepper.

Sun Is Shining è un raga elettronico, ci si aspetta di sentire arrivare il sitar di George Harrison.

Dance ‘Till We’re High. Mmmm: se dico Beach Boys, i Fab Four non c’entrano... aiutatemi.

Lifelong Passion è un altro raga elettronico, e il synt che lo introduce sono i primi Kraftwerk, e la canzone che segue è l’”hurdy gurdy” di Steve Hillage, che quando suonava queste cose credeva di essersi ispirato a George Harrison...

La bucolica Is This Love è new age.

Lovers In A Dream è Brian Eno e David Byrne, o magari Porcupine Tree d’annata.

Universal Here, Everlasting Now è elettronica pura.

Chiude questa panoramica di 40 anni di musica, modernissima e classica al tempo stesso, Don’t Stop Running, una epica cavalcata di sei minuti che cela una ghost track da Tangerine Dream.

Nel 1969 Paul era all’avanguardia del rock con Abbey Road. Oggi ci ha dimostrato di esserlo ancora con The Fireman, il pompiere, in team con il suo collaboratore di lunga data Youth, alias Martin Glover, bassista dei Killing Joke. 
Esiste un extra track, Sawain Ambient Acapella, un ultimo raga elettronico distribuito su internet; si narra di altre sette tracce sulla solita confezione deluxe per onanisti.

Insomma, con Electronic Arguments il pompiere Paul ha messo assieme un’antologia del rock che ho amato in questi decenni, ed è un bellissimo ed inaspettato regalo di Natale. Quale sia lo spessore del disco solo il tempo ce lo dirà, ma a me piace assai assai. 

★ ★ ★ ★  (spettacolare)
Genere: Art Rock
Red, 2008
in breve: musica di oggi per ascoltatori nostalgici

Da avere, con:
The Beatles > Abbey Road (1969)

Discografia minima dei Beatles:
Rubber Soul (1965)
Revolver (1966)
Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band (1967)
The White Album (1968)
Abbey Road (1969)
Let It Be... Naked (2003)
George Harrison > All Things Must Pass (1970)
George Harrison > The Dark Horses Years (2004)
Paul McCartney > Band On The Run (1973)
Ringo Starr > Ringo (1973)
John Lennon > ?

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