David Byrne & Brian Eno > Everything That Happens Will Happen Today


Chi ci salverà dai classici? Chi ci salverà dall’infinito ricapitolare del folk, del blues, della musica delle radici?
Che fine ha fatto la musica inglese? Che fine ha fatto la new wave?
Questo disco potrebbe se non altro darci una mano ad evocare quella musica diversa. Autori Brian Eno e David Byrne: Eno musicista eclettico ed elegante, padrino e mentore dell’ Art Rock, del rock minimalista, della musica per ambienti, dei paesaggi sonori, della generative music; produttore di prezioso pop di successo, fra cui proprio quelli dei Talking Heads, la leggendaria band di David Byrne, campione della new wave del CBGB’s a NYC alla fine degli anni settanta. Autori in società di quel My Life In The Bush Of Ghost del 1981, seminale per una certa musica d’ambiente elettronica dance che ci ha perseguitati a lungo nelle sue declinazioni più banali.
Nel 2006 i due si incontrano nuovamente proprio in occasione della messa a punto del remaster di quell’album, ed in quella occasione Eno passa a Byrne un CD di musiche strumentali da cui ritiene possano ricavarsi delle canzoni.
Avete indovinato: Byrne va a casa, ascolta il disco e comincia a ricamare l’uno dopo l’altro i brani di questo Everything That Happens...
Un disco tanto bello quanto diverso dalla precedente collaborazione. Everything è fondamentalmente un disco di canzoni; canzoni oblique, se volete, nella migliore tradizione di Brian Eno, quella inaugurata dal capolavoro del 1974 Taking Tiger Mountain (By Strategy). Canzoni diverse, strane, eppure evocative di melodie e cori già ascoltati nel passato e stratificati nella memoria. Un disco pastorale persino, in conseguenza della lentezza dei suoi tempi e della larghezza del suo orizzonte; basato apparentemente su cori che si ripetono in loop, fino a che realizzi che cori non ce ne sono ma si tratta solo della profonda voce di Byrne, mai così in forma dai tempi dei Talking Heads.
Musica soul arriva a definirla Eno: canzoni costruite su uno schema caro al musicista (o al non-musicista, come ha il vezzo di auto-definirsi), cioè un sovrapporsi di strati, di loop sonori reiterati all’infinito che fanno da base agli emozionanti strati vocali di Byrne.
Il disco tiene volutamente un basso profilo, evitando di strizzare l’occhio all’ascoltatore casuale. E quasi quasi dispiace, specie nei momento in cui l’evocazione dei capolavori dei Talking Heads è forte, e sarebbe bastata una chitarra ritmica in più, o percussioni più serrate per generare il degno successore di More Songs About Buildings and Food o Remain In Light.
Ma Everything That Happens è questo e di più; è il riassunto della lirica dei due, e più che un disco dance è un Simon & Garfunkel della civiltà degli anni zero. È anche un disco dalle forti suggestioni visive, quasi un quadro che canta, come quella casa (quasi) di Lego della copertina che in qualche modo equivale in termini contemporanei al famoso American Gothic di Grant Wood del secolo passato.
Alcune canzoni sono bellissime (Home, Strage Overtones, Poor Boy), altre sono capolavori (One Fine Day, The River, Wanted For Life), ognuno troverà le sue perché tutto il disco è estremamente omogeneo e denso: non ve ne stancherete presto.
Arte nel Rock. Questo è Everything That Happens... Lasciatelo suonare senza interruzione sulle pareti di casa vostra.

☆☆☆☆ (ottimo)
Genere: Art Rock
Todo Mundo, 2008
in breve: I sing the body electric

da ascoltare con:
Brian Eno > Taking Tiger Mountain (By Strategy) (1974)
David Bowie > Low (1977)
Talking Heads > More Songs About Buildings And Food (1978)
Talking Heads > Remain In Light (1980)
King Crimson > Beat (1982)
Brian Eno > Another Day On Earth (1995)

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