Ritorno al futuro


Un post di Paolo Vites sul suo Gamblin-Ramblin, ispirato dal mio post Happening 30 Years Ago, mi ha aperto il libro dei ricordi e mi ha a sua volta ispirato questo post nostalgico. 
1978: avevo vent'anni, che a dispetto di quanto ne pensino i diretti interessati, è una gran bella età. 
Penso di aver cominciato a scrivere quell'anno sul Mucchio, firmando il primo articolo con il mio nome anagrafico, e dal secondo inventando l'alter ego Blue Bottazzi, ispirato dalla copertina del disco Blue Valentine del grande Tom Waits, che avevo scoperto da poco con il suo Foreign Affairs. 
Vivevo a Parma come universitario e nonostante le ovvie ristrettezze economiche ero un assiduo frequentatore di Mistral Set, un negozio di dischi d'importazione molto noto in città. Per sovrammercato uno dei miei migliori amici era un grossista di dischi, e spesso si presentava con sotto braccio un paio di album da farmi conoscere. Fu lui a farmi ascoltare Darkness On The Edge Of Town, di cui era entusiasta, come era stato lui a farmi scoprire fra gli altri The Band, Allman Brothers Band, Little Feat, Beach Boys, Bob Seger, Ry Cooder, Robert Wyatt, oltre ad innumerevoli dischi di minor fortuna come Metro o Ultravox!
Ricordo una assolata giornata d'estate, io scendevo da una Golf primo modello color bronzo, lui da una 127 blu (in futuro con i dischi avrebbe collezionato Mercedes ma anche ascoltato sempre meno musica...). Io avevo in mano questo Street Legal di Bob Dylan che mi sembrava bellissimo, con questa novità di zio Bob che suonava R&B con tanto di fiati e di cori, lui Darkness di Springsteen con il sax di Big Man Clarence Clemmons. Alla fine aveva ragione lui, un disco perfetto nella sua essenzialità. Fino a quel momento avevo ascoltato The Wild The Innocent and The E Street Shuffle e Born To Run (nel 1975 era impossibile non ascoltarlo), ma non erano nulla in confronto al rock polveroso di Darkness. Quel giorno sarei diventato un fan di Bruce, ed il richiamo definitivo me lo avrebbe impresso il bootleg triplo registrato al Winterland

Ma la cosa eccitante di quel 1978 era rappresentato dalla new wave, un intero mondo di musica energica e fresca che veniva fuori a getto continuo come se si fossero nuovamente rotte le dighe degli anni sessanta. Avevo scoperto allora Heat Treatment di Graham Parker e c'era un sacco di energia rock in quel disco, e lo stesso vale per l'esordio omonimo di Tom Petty ed i suoi Heartbreakers. Ogni visita da Mistral Set era la scoperta di un nome nuovo: per esempio Ian Dury (grandissimo rocker! un riuscito mix di Sex Pistols, Temptations e Frank Zappa), di cui avevo anche messo in italiano Sex & Drugs & Rock & Roll per un concorso... Mink DeVille e il loro "autore" Moon Martin, Jonathan Richman (Roadrunner e Ice Cream Man), Elvis Costello in rock, modello di quell'anno, un successivamente perduto Larry Martin e un grande ed evocativo rocker californiano, Greg Kihn. Anche se al momento la più dirompente new entry dell'anno fu l'album omonimo dei Dire Straits: sembrava che Clapton fosse nato di nuovo. Tutti erano pazzi per quel disco, peccato che non l'avrebbero mai replicato. 
Dal punto di vista del successo di pubblico l'unico altro disco dell'anno new wave a godere della popolarità dei Dire Straits fu Outlandos d'Amour, esordio dei Police, gruppo in odore di punk che scopriva i ritmi reggae con Roxanne, So Lonely e Can't Stand Losing You. Avrebbero ispirato i Clash.
Nel 1978 erano new wave persino Lou Reed con Street Hassle e David Bowie con Heroes.
Sul versante ROCK Patti Smith, di cui era impossibile non amare Easter - ricordo di aver pensato: ecco, è così che dovrebbero suonare gli Stones - che però quell'anno pure erano in discreta forma con Some Girls, il canto del cigno, ed il duetto reggae di Don't Look Back con Peter Tosh. Warren Zevon, biondo excitable boy; Bob Seger, il cui Stranger In Town sembrava uno Springsteen un po' più operaio; Dirk Hamilton, il cui Meet Me At The Crux faceva il paio con Wavelenght del risorto Van Morrison; Steve Forbert con le ballate acustiche di Alive On Arrival.

La mia ragazza era Joan Armatrading, allora all'apice della propria creatività.
Ed il blues potente di George Thorogood e i suoi Destroyers dal Delaware, ed il soul irresistibile dei Blues Brothers di Joliett e Jake, che almeno fino al 1980 sarebbero stati il mio gruppo preferito assieme alla E Street Band. E a proposito di E Streeters, il 1978 fu anche l'anno di Hearts Of Stone dei Jukes, praticamente una succursale di Darkness Of The Edge Of Town.

Fu uno dei più grandi anni del rock & roll. Ed io avevo tutta una vita vergine davanti...

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