Hold Steady > Stay Positive


C'è un rock di NYC? Vediamo un po'... Garland Jeffreys che canta "r... o... c... k... ROCK!"; il Bruce Springsteen di The River e E Street Shuffle; il grande Elliott Murphy; Willie Nile; Lou Reed, non si discute; Mink DeVille... Se c'è un NYC ROCK questi Hold Steady sono i suoi più recenti esponenti.
È difficili raccontarli questi Hold Steady. Un suono "delle chitarre"  sguaiatamente rock quasi fossero gli Who, con qualche picco quasi punk che farcisce lunghe e dense canzoni newyorchesi alla Elliott Murphy, sbavate e fuori fuoco come se fossero i Black Crowes in trasferta. Una voce tosta e romantica, quella di Craig Finn, due chitarre alla Townshend (Tad Kubler), basso e batteria che picchiano come se ne andasse della loro vita, ed un tastierista Franz Nicolay che ho preso per Roy Bittan (sono veramente andato a cercarne traccia sulle note del disco).
Le canzoni belle sono belle davvero, come il rock tosto di Slapped Actress, la springsteeniana Sequestered in Memphis, e le ballate, strane, un po' oniriche e nebbiose, come One For The Cutters che viene introdotta da un clavicembalo, la lunga e malinconica Lord I'm Discouraged, l'intensa Both Crosses.
Le canzoni hanno spesso cori da stadio a cui aggrapparsi come se dovessero finire su un album degli U2, come Stay Positive, ma intrise invece di una malinconia più rock notturna da Del Fuegos. 
Insomma, c'è tanta carne al fuoco in questo Stay Positive e in questi Hold Steady. Una scoperta che dimostra che forse davvero il rock & roll non muore mai...

☆☆☆☆  (ottimo)

Genere: Rock

Rough Trade, 2008

in breve: intenso


da ascoltare con:

Willie Nile (1980)

The Del Fuegos > Boston, Mass (1985)

Bruce Springsteen > The River (1980)

Elliott Murphy > Never Say Never (2005)

Lou Reed > New York (1989)

Mink DeVille > Return To Magenta (1978)

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