Graziano Romani > Between Trains


Come si fa a non voler bene a Graziano Romani? Cantante emiliano, springsteeniano DOC, come lo sono per esempio John Eddie e John Grushecki (o anche Tonio K: chi ricorda Tonio K e le sua Life In The Foodchain?) . È dagli anni ottanta che Graziano ci delizia con la sua voce e le sue canzoni; con i Rockin’ Chairs, che rappresentavano un po’ il nostro modo latino di vivere il sogno americano, la Asbury Park di Springsteen, la via Emilia come la Route 66. E ci sentivamo un po’ tutti in tournèe quando la band andava a NYC per essere prodotta da Elliott Murphy o suonare con Willie Nile.

Negli anni novanta fonda i Soul Drivers e comincia a macinare dischi in proprio, da canzoni in lingua inglese ad altre in lingua italiana (fra cui piccoli gioielli, come la ballata Moira del Circo o il rock dedicato alla via Emilia, o infine una potente cover di Rimmel di Francesco De Gregori) ed altre cover, soprattutto di Bruce.

Questo Between Trains è uno dei suoi dischi migliori. Tredici canzoni, tredici cover raccolte nell’arco di una intera vita di amante del rock, cose piccole e grandi, dagli Strawbs a Van Morrison, da Robbie Robertson ai Fairport Convention, da Warren Zevon a Jimmy Cliff, dal Boss a Bob Dylan.

Ma anche canzoni inconfondibilmente marchiate Graziano Romani. Con arrangiamenti asciutti ed essenziali, molta energia e poco belletto, le canzoni diventano completamente sue, perfettamente omologate a tutto quanto ci ha fatto ascoltare fino ad oggi, solo, inevitabilmente, un po’ più belle. Non è facile far diventare proprie canzoni di Van Morrison, di Dylan, di Springsteen, ma Graziano ci riesce completamento. A differenza di un precedente (sia pur bello) disco di cover del 1997 (Megajam) le nuove canzoni suonano sue al 100%.

Canzoni che vengono fuori nel corso degli ascolti, sempre più belle, sempre più nostre.

Se Romani lo conoscete, il disco lo avete già ascoltato. Se non lo conoscete, avete voglia di amare un “nuovo” puro rocker nell’oscurità ai bordi della città?


☆☆☆☆ (ottimo)

Genere: Rock

Freedom Rain, 2008

in breve: pura mitologia rock

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