Lou Reed


I Velvet Underground furono un gruppo seminale, come i Beatles. Come i Beatles inventarono da sè il proprio modo di suonare, senza ispirarsi a nessuno che li avesse preceduti. I Velvet volevano essere una band che non fosse blues, che non suonasse la musica tradizionale né psichedelica, né flower power, e forse senza sforzo inventarono l'art rock e inventarono la musica di New York come “diversa” da quella americana; senza essere virtuosi, anzi forse proprio grazie ai propri limiti tecnici, inventarono il modo di suonare la chitarra ritmica che sarebbe poi stata di Brian Eno e dei Talking Heads, ed il modo di cantare che avrebbe influenzato dieci anni dopo la new wave.

Velvet Underground > and Nico (1967) ★ ★ ★ ★ ★

Il giovane Lou Reed era un newyorkese innamorato del rock & roll e di gruppi come Dion And The Belmonts. La formazione dei Velvet era bizzarra: un gallese, John Cale, al basso e alla viola; una donna, Maureen Tucker, alla batteria; un chitarrista non eccezionale, Sterling Morrison, alla ritmica. Assieme erano, nel 1966, la band del Café Bizarre del Greenwich Village. Quando suonaronoThe Black Angel's Death Song il proprietario chiese loro di non eseguirla più. I quattro la rifecero immediatamente e furono licenziati. Li aveva però già notati l'artista pop Andy Warhol che, cercando un supporto musicale al proprio show itinerante chiamato Exploding Plastic Inevitable, scelse proprio la band, a cui volle unire la voce dell'attrice tedesca Nico. Lou Reed cantava di droga e di sadomasochismo, John Cale era un musicista colto appassionato di musica contemporanea, Nico aggiungeva quella componente mitteleuropea, Andy Warhol certificava l'arte della loro musica. 
Il primo LP, Velvet Underground & Nico (1967), fu gratificato di quella straordinaria copertina bianca con la banana gialla che da sola lo rende obbligatorio in ogni discografia. Il suono duro, aspro e spigoloso non ebbe un riscontro nelle classifiche di vendita, ma contiene canzoni immortali comeSunday Morning, I'm Waiting For The Man, Femme Fatale, Venus In Furs, Heroin. Praticamente tutte.Run Run Run suona come i Talking Heads dieci anni prima. Alla fine dell'anno Nico se ne era andata ed anche Warhol aveva perso interesse. Il secondo album, White Light/White Heat (1967), era particolarmente duro, con brani come l'omonimo WL/WH (si riferisce alla botta dell'eroina) e Sister Ray. Un altro capolavoro con meno riscontro del primo, che fece perdere alla band anche John Cale.The Velvet Underground (1969) con belle canzoni come What Goes On e Pale Blue Eyes costò il contratto con la MGM. Dopo una tournèe all'ovest registrata nel doppio, postumo 1969 Live e il concerto al Max's Kansas City registrato su un registrare a cassette, il gruppo era ormai la “spalla” di Lou Reed

Velvet Underground > Loaded (1970) ★ ★ ★ ★ ★

Con Loaded, Reed fece uno sforzo straordinario di far piacere la band alle stazioni radio e alla gente. Ogni canzone fu studiata allo scopo di poter essere un potenziale hit, perdendo quella particolare durezza che aveva caratterizzato gli album precedenti, ma guadagnando quell'aria decadente che avrebbe caratterizzato la produzione solista di Reed. Alcune canzoni del disco sono bellissime, come Sweet Jane (uno degli inni del rock & roll) e Rock & Roll, ballate dolci e oblique come New Age e I Found A Reason e pezzi pop come Who Loves The Sun e Train Round The Bend. Non so come abbia potuto non andare in classifica, quello che è sicuro è che da allora l'album è stato ristampato innumerevoli volte e le canzoni sono state suonate senza fine.

Lou Reed > Transformer (1972) ★ ★ ★ ★ ½ 

Dopo Loaded, Lou Reed lascia la band (che prosegue con un ultimo album senza di lui) e si sposta in Inghilterra per dar inizio ad una carriera solista. Il primo album lo incide per la Atlantic addirittura con membri degli Yes (Steve Howe e Rick Wakeman), che appartengono alla stessa etichetta. Dopo di che viene lasciato di nuovo senza contratto, ma solo per ricevere l'offerta di Bowie di produrre un disco con lui e Mick Ronson. Il risultato è uno splendido disco "glam" con tutta l'energia di un disco "inglese", un singolo di successo come Walk On The Wild Side e altre grandi canzoni come Perfect Day, Satellite Of Love e Vicious. È curioso come il successo di classifica sia potuto arrivare con una canzone che parla di travestiti, prostituzione e fellatio ("giving head"). Particolarmente brillante il suono dell'edizione remaster.

Lou Reed > Berlin (1973) ★ ★ ★ ★ ★

Nel 1973 Lou Reed è improvvisamente una star, ma l'uomo dimostra di non aver nessuna intenzione di seguire le orme di Rod Stewart. Il suo primo album dopo Bowie e Ronson è uno straordinario concept sul dolore, introverso, letterario, difficile, ma ancora molto bello, con brani come Lady Day, Men Of Good Fortune, Oh Jim, Caroline Says e pezzi agghiaccianti come The Kids, The Bed e Sad Song. Al basso fa la sua comparsa un giovane session man dal nome di Tony levin. La RCA ha stampato il CD addirittura senza testi (almeno l'edizione tedesca che ho io), spero in un remaster adeguato.

Lou Reed > Rock’n’roll Animal (1974) ★ ★ ★ ★ ★

Rock'n’roll Animal consiste in cinque canzoni (quattro sono dei Velvet Underground) tratte da un mitico concerto all'Academy Of Music di New York. Il suono, con due chitarristi elettrici del calibro di Steve Hunter e Dick Wagner, è sorprendentemente rock e del tutto diverso da quello che Lou ha fatto fino a quel momento. R&R Animal è un evento unico: trascende la musica stessa di Reed per creare un disco che da solo potrebbe rappresentare il significato stesso di rock & roll. Nessuno può essere vivo e non ballare alle note di Sweet Jane e di Rock & Roll. Una seconda metà dello stesso concerto fu pubblicato come Lou Reed Live l'anno successivo, mentre altre due canzoni comparvero in una riedizione del CD. Quello che mi è incomprensibile è come mai a tutt'oggi non sia stata pubblicata una edizione di R&R Animal con tutto il concerto in versione integrale.

Lou Reed > Coney Island Baby (1976) ★ ★ ★ ★ ★

Dopo R&R Animal, Lou, all'apice del successo personale, era un bel po' fuori di testa. Fra l'altro anche altri due ex Velvet, John Cale e Nico, stavano conoscendo in Inghilterra un buon successo personale. Nel 1974 con Sally Can't Dance, Lou inaugura un genere che avrebbe portato avanti per anni, quello della sua discografia minore, canzoni che poco avevano da spartire con i suoi capolavori. Nel 1975 la sua forza contrattuale è tale da convincere la RCA a dare alle stampe un disco intitolato Metal Machine Music, due LP contenenti solo un infinito, lacerante feedback di chitarra elettrica. I resi furono innumerevoli e la RCA ritirò il disco, oltre a considerare seriamente l’idea di stracciare anche il contratto. Racconta Reed che non aveva neppure più un soldo, e aveva persino impegnato le chitarre. Quelli della RCA gli pagarono un albergo e gli proposero un ultimo disco, purché fosse normale. E Lou Reed, con i capelli nuovamente della sua tinta (anziché il biondo tinto dell'animale del rock & roll) accettò. Che premesse c'erano perché il disco fosse buono? Invece Coney Island Baby è un altro capolavoro. Un disco "normale", sulla "normalità", con una band dal suono pulito ed essenziale, ed una voce profonda che canta canzoni con spessore. Crazy Feeling, She's My Best Friend, Kicks, Coney Island Baby. Un disco bellissimo, adulto, come piace definirlo a Lou Reed, da poeta laureato del rock & roll.
Il successivo Rock And Roll Heart (1976) sarebbe stato un altro disco minore, ma quanti capolavori può scrivere un uomo?

Lou Reed > Street Hassle (1978) ★ ★ ★ ★ ★
Lou Reed > Live - Take No Prisoners (1978) ★ ★ ★ ★ ★ 

Nel 1977 la scena musicale cambia completamente. Spira un vento di novità, le superstar sono improvvisamente fuori moda e dalle ceneri degli anni sessanta nascono legioni di gruppi nuovi che tornano a suonare con tre accordi e tanta energia canzoni di due minuti. Lou Reed è considerato universalmente un ispiratore del punk e tutta la new wave è in debito con lui. Street Hassle, il disco del 1978, dimostra che non si sbagliavano. Le prime note riprendono il discorso interrotto ai Velvet Underground e Sweet Jane. Il suono è sporco ma ricco e pieno, con cori e fiati, l'energia tanta, la voce decisa. Gimme Some Good Times è il seguito di Sweet Jane, Dirt, I Wanna Be Black, Leave Me Alone, Wait sono colpi di pistola, Real Good Time Together scampoli di Velvet. Street Hassle è una opera elettrica metropolitana su New York City, della durata di 11 minuti, con tanto di violoncello, a cui partecipa persino la voce dell'altro cantore di NYC, Bruce Springsteen. Un disco più punk dei punk, a cui fa da seguito naturale la testimonianza del tour di Live - Take No Prisoners, in cui un Lou Reed assolutamente padrone di casa rivede  i suoi hit, da Sweet Jane a Pale Blue Eyes, Waiting For My Man fino a permettersi di parlare sul riff di Walk On The Wild Side senza poi cantare effettivamente la canzone.
The Bells (1979), Growing Up In Public (1980), The Blue Mask (1982), Legendary Hearts(1983) sono minori (anche se c'è chi apprezza molto The Blue Mask, un disco con la stessa copertina di Transformer ma virata in blu) fino al concerto "normale" di Live In Italy (1984).

Lou Reed > New York (1989) ★ ★ ★ ★ ★

Quando la carriera di Lou Reed sembra definitivamente scritta, arriva una nuova sorpresa. Di nuovo le note di Sweet Jane introducono un rock & roll sferragliante, questa volta dedicato a NY. E di nuovo sono grandi canzoni, Romeo And Juliette, Endless Cycle e soprattutto Dirty Blvd, un nuovo robusto hit buono anche per le classifiche. 

Lou Reed and John Cale > Songs For Drella (1990) ★ ★ ★ ★ ★

Di nuovo si parla di Velvet Underground quando Lou Reed e John Cale decidono di registrare un disco assieme in ricordo del vecchio mentore Andy Warhol, morto nel 1987. E ancora arriva un'infornata di "nuovi" classici, da Smalltown a It Wasn't Me, Slip Away, e soprattutto Nobody But You, con lo stile "letterario" di Cale ed il R&R di Lou.

Lou Reed > Animal Serenade (2004) ★ ★ ★ ½

Nel 2003 Lou Reed mette assieme nuovamente una grande band, con tanto di violoncello, del basso di Fernando Saunders e della voce di Anthony, per recitare ancora una volta il rosario dei suoi migliori lavori, dai Velvet a Street Hassle, Dirty Blvd, e un pizzico di Raven (il lavoro dedicato ad Edgar Allan Poe), con un suono asciutto ed essenziale, ed un’attitudine un po’ crooner.
Fra i dischi dal vivo, vanno menzionati anche un Live in London e una reunion dei Velvet Underground all'Olympia di Parigi nel giugno del 1993 (Live MCMXCIII) che però non mi ha entusiasmato, anche per qualche problema vocale del leader. 

Lou Reed > Berlin Live At St. Ann's Warehouse (2008)

Nel corso del 2007 Lou Reed è stato in giro per il mondo (Italia compresa) per il Berlin tour. Si, lo so che quel disco è uscito nel 1973, ma il tour Lou lo ha fatto adesso, accompagnato da una sezione di archi e da un coro di bambini. Berlin potrebbe essere il suo disco migliore, e fino ad oggi non ha subito un remaster di lusso al pari di Transformer e Coney Island Baby. Sono ansioso di ascoltare il disco del concerto, anche se mi farebbe sempre molto piacere un remaster dell'originale.


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